Weekend '85: da dove nasce davvero questo esercizio
Non nasce da una teoria. Nasce da un weekend dell'estate 2025 a Pesaro, con Gaia e Zeta — e dalla domanda: come sarebbe stato viverlo nel 1985?
Autore: Mario Corallo · Data: 30 Maggio 2026
L'esercizio Weekend '85 non nasce da una teoria.
Nasce da un weekend dell'estate 2025, a Pesaro, insieme a Gaia e Zeta.
Eravamo in vacanza e a un certo punto mi sono reso conto di una cosa semplice: stavamo vivendo posti bellissimi, ma il telefono continuava a infilarsi in mezzo a tutto.
Non perché stessi lavorando.
Non perché ci fosse un'emergenza.
Per abitudine.
Una foto. Una ricerca. Una mappa. Un controllo veloce. Una notifica.
Piccole cose che, prese una alla volta, sembrano innocue. Sommate, però, ti fanno stare sempre un po' altrove.
Così ho provato a immaginare una domanda.
Come sarebbe stato vivere quel weekend nel 1985?
Non per nostalgia.
Non perché il passato fosse migliore.
Semplicemente perché alcune cose non esistevano ancora.
Niente navigatore.
Niente recensioni.
Niente social.
Niente possibilità di controllare tutto in ogni momento.
Solo tu, il posto in cui sei e le persone che hai accanto.
Da lì è nato Weekend '85.
Non come una sfida contro la tecnologia.
Ma come un esperimento.
Per capire quante cose facciamo ormai in automatico.
E quante, invece, sceglieremmo davvero.
La preparazione
Per un weekend ho provato a fare una cosa semplice.
Prima di partire ho scritto su un foglio gli indirizzi che mi servivano.
Ho stampato una cartina.
Ho deciso di limitare le foto.
Non perché la carta sia più romantica.
Ma perché quando sai di non avere una risposta immediata in tasca inizi a osservare meglio.
Ti orienti.
Ricordi.
Fai attenzione.
Perdersi un po'
La cosa che mi ha colpito di più è stata questa.
Quando non hai il navigatore acceso ogni secondo, succede che ogni tanto sbagli strada.
E non è una tragedia.
Una volta ho chiesto informazioni a uno sconosciuto.
Abbiamo scambiato due parole.
Fine.
Una scena normalissima.
Eppure oggi succede molto meno di quanto succedesse una volta.
Le fotografie
Per l'esercizio consiglio di usare Huji e di limitarsi a 36 scatti.
Come un vecchio rullino.
Per un motivo molto semplice.
Quando sai che le foto non sono infinite inizi a scegliere.
Ti chiedi se quel momento vale davvero uno scatto.
Oppure se è meglio viverlo e basta.
Non fai venti foto identiche.
Ne fai una.
Forse due.
E stranamente te la ricordi meglio.
Il telefono non è il nemico
Questo per me è il punto più importante.
Weekend '85 non serve a dimostrare che la tecnologia sia sbagliata.
Io stesso uso il telefono ogni giorno.
Aura esiste grazie alla tecnologia.
Il punto non è eliminare gli strumenti.
Il punto è accorgersi di quando smettono di essere strumenti e iniziano a guidare loro.
Cosa mi sono portato a casa
Alla fine di quell'esperienza a Pesaro mi è rimasta una sensazione molto semplice.
Prima che tutto passasse attraverso uno schermo, il mondo era già abbastanza interessante.
Non serve tornare negli anni Ottanta.
Non serve fare i puristi.
Basta ogni tanto togliere qualche filtro.
E vedere cosa succede.
Da quella domanda è nato Weekend '85.
E forse la parte più interessante dell'esercizio non è scoprire com'era il passato.
È accorgersi di quanto del presente stiamo delegando senza rendercene conto.
---
Se vuoi provarlo: l'esercizio guidato Weekend '85 è nella sezione Estate di Aura.
Nasce da un weekend dell'estate 2025, a Pesaro, insieme a Gaia e Zeta.
Eravamo in vacanza e a un certo punto mi sono reso conto di una cosa semplice: stavamo vivendo posti bellissimi, ma il telefono continuava a infilarsi in mezzo a tutto.
Non perché stessi lavorando.
Non perché ci fosse un'emergenza.
Per abitudine.
Una foto. Una ricerca. Una mappa. Un controllo veloce. Una notifica.
Piccole cose che, prese una alla volta, sembrano innocue. Sommate, però, ti fanno stare sempre un po' altrove.
Così ho provato a immaginare una domanda.
Come sarebbe stato vivere quel weekend nel 1985?
Non per nostalgia.
Non perché il passato fosse migliore.
Semplicemente perché alcune cose non esistevano ancora.
Niente navigatore.
Niente recensioni.
Niente social.
Niente possibilità di controllare tutto in ogni momento.
Solo tu, il posto in cui sei e le persone che hai accanto.
Da lì è nato Weekend '85.
Non come una sfida contro la tecnologia.
Ma come un esperimento.
Per capire quante cose facciamo ormai in automatico.
E quante, invece, sceglieremmo davvero.
La preparazione
Per un weekend ho provato a fare una cosa semplice.
Prima di partire ho scritto su un foglio gli indirizzi che mi servivano.
Ho stampato una cartina.
Ho deciso di limitare le foto.
Non perché la carta sia più romantica.
Ma perché quando sai di non avere una risposta immediata in tasca inizi a osservare meglio.
Ti orienti.
Ricordi.
Fai attenzione.
Perdersi un po'
La cosa che mi ha colpito di più è stata questa.
Quando non hai il navigatore acceso ogni secondo, succede che ogni tanto sbagli strada.
E non è una tragedia.
Una volta ho chiesto informazioni a uno sconosciuto.
Abbiamo scambiato due parole.
Fine.
Una scena normalissima.
Eppure oggi succede molto meno di quanto succedesse una volta.
Le fotografie
Per l'esercizio consiglio di usare Huji e di limitarsi a 36 scatti.
Come un vecchio rullino.
Per un motivo molto semplice.
Quando sai che le foto non sono infinite inizi a scegliere.
Ti chiedi se quel momento vale davvero uno scatto.
Oppure se è meglio viverlo e basta.
Non fai venti foto identiche.
Ne fai una.
Forse due.
E stranamente te la ricordi meglio.
Il telefono non è il nemico
Questo per me è il punto più importante.
Weekend '85 non serve a dimostrare che la tecnologia sia sbagliata.
Io stesso uso il telefono ogni giorno.
Aura esiste grazie alla tecnologia.
Il punto non è eliminare gli strumenti.
Il punto è accorgersi di quando smettono di essere strumenti e iniziano a guidare loro.
Cosa mi sono portato a casa
Alla fine di quell'esperienza a Pesaro mi è rimasta una sensazione molto semplice.
Prima che tutto passasse attraverso uno schermo, il mondo era già abbastanza interessante.
Non serve tornare negli anni Ottanta.
Non serve fare i puristi.
Basta ogni tanto togliere qualche filtro.
E vedere cosa succede.
Da quella domanda è nato Weekend '85.
E forse la parte più interessante dell'esercizio non è scoprire com'era il passato.
È accorgersi di quanto del presente stiamo delegando senza rendercene conto.
---
Se vuoi provarlo: l'esercizio guidato Weekend '85 è nella sezione Estate di Aura.